14 Dic We love Joseph Beuys

Joseph Beuys (Krefeld 1921-Dusseldorf 1986) ha percorso la sua ricerca in relazione alla sua visione della società umana come una “scultura sociale”, e la sua come un’arte “antropologica” e “popolare” intrisa di uno “stato” permanente di creatività. IL CONFRONTO CON L’ANTROPOSOFIA STEINERIANA ASSUNSE UN SIGNIFICATO DECISIVO.
Per Beuys l’esperienza dell’arte é un momento stesso della vita; é il vivere. Per questo egli considera essere artisti un compito di ogni persona e ogni uomo un artista, in quanto l’arte é “capitale” presente in ogni uomo libero.
L’uomo è il custode di un’energia in grado di modificare il mondo: in senso morale, sociale, civile, estetico, ecologico, ecc. Segno tangibile di ciò è la sua capacità di modificare gli oggetti, i materiali più poveri ed amorfi, sprigionandone l’energia in essi stessi inclusa. Motore fondamentale di tale processo è la “creatività”.
OGNI UOMO E’ UN ARTISTA
Nel pensiero di Joseph Beuys il convincimento che in ognuno esista tale energia creativa e che a ognuno sia data la possibilità di sprigionarla e di operare creativamente lancia un grande messaggio di uguaglianza e di libertà:
l'uomo libero è l'uomo che agisce creativamente; ogni uomo libero è un artista.
La concezione globale dell’arte responsabilizza l’uomo nei confronti di ogni suo atto, sollecitandolo a partecipare ed impegnandolo ad agire creativamente.
La rivoluzione siamo noi
