spot in rome | In 3
14229
page,page-id-14229,page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-theme-ver-7.6.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.6.2,vc_responsive
82662_Gemaelde

Novembre 1786, Johann Wolfgang Goethe.

I have now been here seven days, and by degrees have formed in my mind a general idea of the city. We go diligently backward and forward. While I am thus making myself acquainted with the plan of old and new Rome, viewing the ruins and the buildings, visiting this and that villa, the grandest and most remarkable objects are slowly and leisurely contemplated. I do but keep my eyes open and see, and then go and come again, for it is only in Rome one can duly prepare oneself for Rome. It must, in truth, be confessed, that it is a sad and melancholy business to prick and track out ancient Rome in new Rome; however, it must be done, and we may hope at least for an incalculable gratification. We meet with traces both of majesty and of ruin, which alike surpass all conception; what the barbarians spared, the builders of new Rome made havoc of….
Johann Wolfgang von Goethe.

Sono qui da sette giorni e lentamente si va formando nella mia mente il concetto generale di questa città. Non faccio altro che andare in giro senza riposo; studio la topografia della Roma antica e della moderna, guardo le ruine e i palazzi, visito una villa e l’altra e le cose più meravigliose mi cominciano a diventar familiari; apro solamente gli occhi, guardo, vado e ritorno, poiché solo in Roma è possibile prepararsi a godere Roma. Questa sconfinata profondità opera in noi silenziosamente» quando ci aggiriamo per le vie di Roma in cerca di cose da ammirare. Altrove bisogna cercare attentamente per iscoprire cose che abbiano significato, qui invece ne siamo circondati e riempiti. Dovunque si vada o si stia si è sicuri d’aver davanti agli occhi un quadro vario e complesso.
Palazzi e ruine, giardini e deserti, vastità ed angustia, cupole e stalle, archi di trionfo e colonne spezzate, e spesso tutte queste cose così vicine le une a le altre che si potrebbero disegnare in un solo foglio. Ma ci vorrebbero migliaia di bulini per esprimere quello che vorrebbe dire una sola penna! E poi la sera si torna a casa stanchi ed esausti per l’ammirazione e per la meraviglia. Tutti i giorni un nuovo oggetto meraviglioso, immagini tresche, grandi e preziose, ed un tutto che, si pensi a lungo o si sogni, non si raggiunge mai neppure con l’immaginazione.
Johann Wolfgang von Goethe.